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PORDENONELEGGE: INNEGGIA ALLA LIBERTA' DEI COMPAGNI MA CENSURA VANNACCI E IL CORSARO DELLA SERA

Censurata la partecipazione de Il Corsaro della Sera alla manifestazione pubblica PordenoneLegge, manifestazione inaugurata a Praga come segnale di democrazia e dibattito. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha mandato il seguente messaggio: "Questa Festa del libro, come scrivono gli organizzatori, è anche Festa della libertà perché senza cultura la libertà perde spessore e si indebolisce". Quasi commuovente, sicuramente tattico se si pensa alla grande esclusione dalla manifestazione del principale best seller. "La manina di Mattarella nella guerra al generale" ha titolato su tutta la prima pagina La Verità di Maurizio Belpietro come per dare una chiave di lettura al più alto livello istituzionale di questo giallo d’estate che è ormai diventato il libro dell’ex comandante della Folgore Roberto Vannacci. E naturalmente portato in testa alla classifica delle vendite dai suoi stessi detrattori con un autorete sul quale forse dovrebbero riflettere prendendo lezione da un omosessuale dichiarato come Tommaso Cerno. Che ha portato la vicenda sulla prima pagina della sua Identità più per scherzarci sopra che per indignarsi. “Il De Bello Gaio, il libro scritto dal Generale Vannacci che si è definito nipotino di Giulio Cesare – ha scritto l'ex parlamentare Pd ed ex direttore dell’Espresso – è la prova che in Italia le minoranze come i gay non solo non sono rappresentate ma servono alle maggioranze per parlare di sé e occupare gli spazi che finora non avevano avuto”. "Oggi prende il via una rassegna che, colorando di giallo le strade, le vie e i cuori, saprà cantare la libertà e elevare la Città  e la nostra regione a cuore pulsante della cultura dell'Europa". Lo ha detto il vicegovernatore e assessore con delega alla Cultura Mario Anzil (Fdi). Che sia stato ironico? Fatto sta come rimarca in uno spot su Facebook lo stesso Gianpaolo Polesini, il solo autore a non essere stato invitato è stato il generale Vannacci, autore del libro best seller "Il Mondo al contrario". Secondo fonti interne, ai curatori della rassegna pordenonese, notoriamente più vicini alla sinistra, è stata mal digerita l'ampia intervista, a cura di Gloria Callarelli (vicina a Forza Nuova), fatta a Vannacci e  pubblicata sul Corsaro della Sera. Intervistato dal Corsaro della Sera e dal Gazzettino, il presidente di PordenoneLegge Michelangelo Agrusti dichiarò con lucidità e onestà intellettuale che non avrebbe gradito ospitare il generale Vannacci a PordenoneLegge per aspetti legati a questioni più diplomatiche di quelle sessuali,  mentre la libreria Ubik di Castelfranco Veneto in vetrina espose un cartello di certo non passato inosservato e le cui foto sono diventate virali nel giro di poche ore: "S'invita la gentile clientela a non chiederci il libro di Vannacci". Comportamento strano vista la presenza a Podenone Legge del Ministro Luca Ciriani (Fdi), del sindaco Alessandro Ciriani (Fdi), del vice governatore Mario Anzil (Fdi) e il messaggio inviato dal ministro alla cultura Gennaro Sangiuliano. Ampio spazio alla rassegna è stato dato, con cinque date, a Luca Taddio, collaboratore de L'Identità e autore in passato di alcuni articoli apparsi sul Manifesto. Ma la vera censura (vedi foto) appare nei promo dove mentre vicino al nome di Taddio viene riportata la testata non più in edicola de L'Identità, vicino al nome del giornalista Gian Paolo Polesini, editorialista del Corsaro della Sera fin dal primo numero, non è apparso alcun riferimento alla testa considerata troppo di destra o troppo indipendente, ma comunque sgradita ai vari assessori regionali. Sarà presente a PordenoneLegge in veste di moderatore, non avendo libri propri da presentare, Tommaso Cerno, l'anti Vannacci, direttore de l'Identità e marito del consigliere regionale di Fdi, Stefano Balloch.

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